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Viola Melanzana

un modo spiritoso per parlare delle mie passioni,dei miei esperimenti, dei miei pasticci..un modo spiritoso per trasmettere quello che so, quello che osservo, quello che continuo ad imparare ogni giorno.
 

Focaccia!!!

martedì, maggio 29, 2007

focaccia con prosciutto.JPG1

Cosa c'è di meglio di una schietta focaccia? Sì, schietta, perchè lei è quello che appare. Friabile e morbida, calda anche se la mangiate fredda, ghiotta, ma semplice, insomma divinamente godibile. Non c'è nulla di più semplice e accattivante da preparare con pochi ingredienti, all'ultimo minuto per rendere una tavola più colorata, paciocca e simpatica. Non è che qui si sta aprendo un fan club di focacciari, ma ultimamente me la sono ritrovata più volte e sempre in occasioni senza troppe pretese. Avete presente quelle riunioni di famiglia per niente formali, dove risate e chiacchiere si uniscono a vino, quando state là col mazzetto di carte pronto per una bella partita che non inizia mai perchè ogni volta c'è qualcosa su cui discutere? beh io mi ci ritrovo spesso, per fortuna, in queste situazioni, che sono il sano lato della medaglia della mia vita a mozzarellandia....e beh in queste giornate così tra un dire e un altro c'è qualche anima buona che impasta, Orsola, che senza perdere di vista il bailàmme generale provvede anche a sfornare le focacce. Questa volta oltre alla classica con sale grosso e rosmarino abbiamo, ha per l'esattezza, sfornato anche una focaccia con pomodorini. Ottima!
e a voi le belle cose...
focaccia con pomodorini.JPG1
Ingredienti
500 gr di farina
25 gr di lievito di birra
acqua
olio extra vergine di oliva
un pizzico di sale

Per farcire:
rosmarino, olio e sale grosso per quella al rosmarino
pomodorini tagliati a fette, origano, olio e sale grosso per quella ai pomodorini

Mescolate la farina con il lievito sciolto in 100 gr di acqua tiepida, unite un pizzico di sale, 6 cucchiai di olio e altri 200 gr di acqua. Impastate e lavorate il composto su una spianatoia infarinata, fatene una palla, incidetela a croce e lasciatela lievitare per circa un'ora. Trascorso questo tempo, sgonfiate la pasta, stendetela in una teglia unta d'olio e lasciatela riposare per altri 40 minuti. Infine cospargete la focaccia con qualche granello di sale grosso, olio e foglie di rosmarino, e/o con fette rotonde di pomodorini, sale grosso, origano e olio e ponetela in forno preriscaldato a 200 gradi per circa 25 minuti.
Mangiatela con stracchino e prosciutto crudo e poi fatemi sapere!

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Qualcuno gradisce una fetta???



compleanno2

...per chi se lo fosse scordato!

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Rogito - Cantine del Notaio -

venerdì, maggio 25, 2007

Pensereste mai di bere un vino rosso travestito di rosa? Beh questo è il rosè che piace a chi non ama i rosè. Non me ne vogliano gli amanti di questa tipologia di vinificazione, e non me ne vogliano i produttori del Rogito, che solo il nome la dice tutta, ma questo vino si è rivelato per me, una dichiarata non amante dei rosati, anzi una che quando vede rosa gira a largo, un vera sorpresa. Il caso ha voluto che quando lunedì scorso, a Napoli al Vitigno Italia, sono arrivata allo stand Cantine del Notaio la concentrazione alcolica nel mio corpo era abbastanza altina e la simpatia del distributore presente nello stand dei produttori lucani non ha trovato alcuna resistenza. Per cui nonostante mi fossi fiondata lì per farmi riempire il calice del meraviglioso Repertorio, che tra tutti i prodotti della casa io continuo a preferire, mi sono trovata il bicchiere pieno di un liquido color rosa. Fatta la dovuta frizione per sprigionare gli aromi, lo avvicino al naso e comincio ad avvertire che andavamo sul pesantino: ciliegia, ribes rosso, marasca, lampone e un piacevolissimo sentore di spezie che non copriva per niente il frutto, anzi. Mah! Lo assaggio e dico a voce alta: ma questo è un rosso travestito! Insomma questo vino qua, voi non amanti del rosato, dovreste berlo. Un aglianico del Vulture in chiave di lettura diversa, meno concentrato del meraviglioso aglianico a cui siamo abituati, ma con tutte le sue caratteristiche, elegante dal profumo intenso e persistente, con un corpo da vino rosso unito ad una freschezza insolita, e in più, cosa troppo simpatica la concentrazione alcolica: qui ci buttiam giù 14,5 gradi e praticamente non ce ne accorgiamo! Insomma corpo ideale per chi ama i vini di un certo tipo (i serie A per intenderci...!) con la freschezza e l'acidità ideale per le alte temperature. Amanti del rosso, mi rivolgo sempre a voi, quando ci sono 30 gradi all'ombra e avete voglia di un vino interessante non temete, con questo qui si risolve tutto!

Rogito Basilicata rosato IGT, (Prezzo dai 5 ai 10 euro) Cantine del Notaio, Rionero in Vulture, via Roma 159. Tel.0972.717111. www.cantinedelnotaio.com, e mail: gerardo.giura@tin.it. Enologo: Luigi Moio

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Il mio modo di "bere" il vino: dall'Irpinia al Cilento

venerdì, maggio 18, 2007

etichetta Taurasi Contrade di Taurasinaima

Queste due etichette, è vero, non si trovano vicine per caso. La loro vicinanza però non è frutto di alcuna comparazione tecnica e sensoriale.
La scelta di accomunare due etichette di vini così distinti è dettata, invece, da un altro e ben preciso motivo: la netta, evidente e marcata capacità di due diversi vini di esprimere il proprio territorio, il proprio stile e il proprio carattere.
Il caso ha voluto che nei miei ultimi due giorni, e qui solo c'entra la casualità dell'evento, uno di seguito all'altro poi, mi sia trovata a vivere due esperienze molto interessanti e sotto diversi punti di vista emozionanti.
Martedì sera a Napoli, al Moses in via Coroglio, per una verticale di Taurasi e mercoledì pomeriggio a Prignano Cilento dai Viticoltori De Conciliis.
Due realtà che già conoscevo ma vissute adesso in due percorsi che hanno suggellato definitamente il mio amore per il vino.
L'appuntamento di Napoli, in un suggestivo food&drinks di recente apertura, mi ha coinvolta tra giornalisti, sommelier professionisti , enologi e i simpatici amici del maiale ubriaco nella degustazione di sette annate di Taurasi delle Cantine Lonardo, Contrade di Taurasi.
L'esperienza esilarante e istruttiva allo stesso tempo mi ha permesso di osservare contemporaneamente l'espressione di un vino che nei suoi diversi passaggi evolutivi si è rivelato a gran voce un Taurasi perfetto: di carattere, pieno, complicato, ma oggettivamente piacevole e la possibilità di bere in un'unica serata, a confronto con persone professionalmente preparate, con le quali è un onore e un immenso piacere poter condividere esperienze del genere, sette espressioni dello stesso vino, in un "gioco" alla cieca che stimola sensorialmente le personali capacità di giudizio e di approccio al vino.
I vini di Sandro Lonardo hanno confermato in questa verticale quello che avevo percepito nei miei precedenti assaggi. I suoi vini sono capaci di esprimere un territorio e la sua anima, regalando dai primissimi sorsi la percezione della loro personalità ben definita.
Fabio Cimmino, una delle penne del vino che più apprezzo, ha descritto perfettamente la serata qui, e per chi ha voglia di avere un punto di vista più tecnico e allo stesso tempo appassionato della degustazione invito ad andare a leggere. I ragazzi del maiale ubriaco, che finalmente ho potuto conoscere, con il piglio che li contraddistingue hanno, invece, regalato un'altra veste dell' "appuntamento al buio"alla quale mi associo soprattutto dal lato emotivo.
Mercoledì pomeriggio invece ho superato il confine che separa la Piana del Sele dal Cilento, una terra che adoro, che mi affascina ogni volta che la percorro e che ogni volta mi riprometto di esplorare meglio, per andare a Prignano Cilento.
Una passeggiata dai ritmi rilassati come solo il Cilento impone tra un mare azzurrissimo e colline selvagge, per fare una visita ai Viticoltori De Conciliis produttori di vini che stimo.
Ovviamente De Conciliis non è solo Naima, ma ho scelto questa etichetta tra le altre per il viaggio virtuale in cui questo vino ogni volta mi conduce.
Tutti i vini De Conciliis esprimono l'anima di una terra sofferta, aspra e dolce allo stesso tempo, tutti i vini rispettano lo stile e le scelte di un'azienda che ha deciso di non scendere mai a compromessi, tutti i vini hanno un diverso e definito carattere, e mercoledì, più che mai, ho avuto anche un'ulteriore conferma: dietro un ottimo vino c'è una squadra, ognuno gioca il suo ruolo, e la partita si vince solo se ogni giocatore fa bene la sua mossa.
Del Naima ho parlato stavolta con Giovanni Canu, uno dei giocatori di casa De Conciliis, quello che gli altri definiscono la mamma dei vini, e che io definisco l'anima sensibile del poeta schivo.
Quando mi parla di questo cavallo di razza il suo sguardo si abbassa, la sua voce tradisce emozione. "Il Naima è tutto questo", mi dice, "guardati intorno, è questo".
L'interpretazione dichiarata del suo territorio, il "Naima nasce qui, perchè solo qui poteva nascere, non c'è bisogno di un'analisi sensoriale per capire se è, lui si manifesta e basta".
E se non si manifesta allora non si fa. Niente forzature, nessun compromesso, nè per questo nè per gli altri.
Sandro Lonardo, ritornando al Taurasi, durante la verticale dei suoi vini, timidamente stava seduto tra giornalisti e sommelier, e a differenza del suo enologo Maurizio De Simone, preparatissimo, ma anche abile comunicatore, Sandro rivolgeva i suoi occhi talvolta nervosi, ma sorridenti di qua e di là. Quasi un pesce fuor d'acqua in un contesto fatto di persone che parlano di vino ma che il vino non lo fanno, che lo amano, ma che non si sporcano le mani di terra, dove lui e il suo Taurasi invece erano al centro dell'attenzione.
Un uomo che il vino lo fa perchè gli piace, perchè ama il suo territorio, ma che soprattutto lo rispetta, e per questo disposto a rinunciare a qualche partita, ma mai a tradire la sua terra.

I viticoltori De Conciliis, invece, sono l'anima Mediterranea della stessa regione, il loro stile passa direttamente nel loro vino attraverso gli aspetti più estremi della loro terra, il Cilento, la costa "triste" della Campania, la costa selvaggia e ancora in parte inesplorata, con la sua storia, le sue sofferenze e le sue contraddizioni. Anche loro disposti a rinunciare a qualche partita per non perdere quella che giocano tutti i giorni con la loro terra.

Due territori diversi, uno l'Irpinia prettamente collinare, di terreno calcareo di origine vulcanica, l'altro a livello del mare, spugnoso, a strati con picchi di maturazione dell'uva piuttosto rischiosi.
Due realtà differenti di una stessa regione, vini diversi, ma che hanno bisogno dello stesso rispetto.
Con questo post non ho voluto fare un paragone fra le due realtà vitivinicole, nè fra le due etichette di vini. Non mi piace paragonare. Ho voluto solo condividere con chi mi legge il mio modo di "bere". Attraverso un viaggio che mi è capitato accidentalmente di fare in questi ultimi due giorni ho voluto far assaggiare due lati della mia regione, la Campania, che seppure diversi simili per tanti aspetti.
Il messaggio che ho voglia di comunicare è che davanti ad un calice di vino mezzo pieno non ce n'è mai uno mezzo vuoto, c'è altro.
Dietro un vino c'è una storia, ci sono mani, ci sono menti e c'è soprattutto una terra.
Se un sorso di vino nel bicchiere riesce a regalare un sorso della sua storia, della sua terra e delle mani che ci stanno dietro, allora quel sorso riesce a regalare davvero qualcosa...

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Bignè con mele e uvetta

mercoledì, maggio 16, 2007

bognè  con mele  euvetta
Continua la saga delle mele, finisco qui, almeno per ora.
Mi sa che prossimamente mi dedicherò a cose più salutari che la prova costume arriva per tutti e violamelanzana ci deve fare i conti anche lei.
Comunque prima che arrivi, e il venticello di questi giorni l'ha rimandata almeno di 3 giorni, ci pappiamo questi bignè che son tanto buonini anche se la foto sembra un misto tra glamour e cartoline di natale: scusate ma io ancora mi devo specializzare bene sulla luce...

Questa ricetta è presa da Sale&Pepe novembre 2006.


Ingredienti
Abbondante olio per friggere
60 gr di farina bianca
50 gr di burro
2 uova
una mela golden ( o più mele piccole)
30 gr. di uvetta già ammorbidita
la scorza di mezzo limone
un cucchiaio di zucchero semolato
zucchero a velo

Tagliate il burro a pezzettini, mettetelo in una casseruolina con 125 gr di acqua e fatelo cuocere a fuoco molto basso lasciando che l’acqua raggiunga l’ebollizione.
Levate dal fuoco e unite farina in una sola volta. Mettete di nuovo sul fuoco e mescolate finché avrete un composto omogeneo e compatto.
Aggiungete un uovo alla volta, senza unire il secondo se il primo non è stato ben assorbito. Quindi incorporate al composto la scorza di limone grattugiata, mescolate e unite lo zucchero semolato, l’uvetta e la mela sbucciata e tagliata a dadini.
Scaldate abbondante olio in una pentola per fritti e, quando sarà ben caldo, fatevi cadere il composto un po’ per volta, aiutandovi con due cucchiaini.
Lasciate dorare i bignè in modo uniforme, poi sgocciolateli su carta da cucina. Spolverateli di zucchero a velo e servire.

Consigli di zia violacea e sale&pepe: La mela permette di preparare un fritto sano, oltre che delizioso perchè contiene infatti pectina, che aiuta a ridurre il tasso di colesterolo.
E’ inoltre uno dei frutti che più si prestano a questo tipo di cottura perché, pur essendo ricco di acqua, non inumidisce troppo frittelle e bignè.
Niente di meglio poi dell’uvetta per fare il pieno di energia e dolcificare in modo naturale ( ha infatti il 71% di zuccheri). L’uvetta contiene le stesse vitamine dell’uva fresca (A, B1, B2, PP e C) e molti sali minerali (tra cui il magnesio e il potassio), ed è spesso considerata un vero toccasana per raffreddore e influenza, per le sue proprietà antibatteriche.

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Polpettine di tonno

venerdì, maggio 04, 2007

polpettine di tonno e purea di fave

Ecco qui...la purea di prima l'ho mangiata con le polpettine di tonno.
Forse qualcuno storcerà il naso per il connubio, ma a me è piaciuto. Mi avanzavano le patate, perchè ne avevo lessate tre e per il purè di fave ne è bastata una sola, allora cosa potevo fare? un'insalata di patate? giammai! e quindi ho ben pensato di provare a fare delle polpettine simpatiche, perchè simpatiche sono, poi se piacciono o no è una questione di gusti. A me sono piaciute e l'accostamento ha superato l'esame delle mie papille gustative.
Buon fine settimana a tutti, noi ci rivediamo martedì...con le mele!

Ingredienti
150 gr di patate
100 gr di tonno in scatola
prezzemolo
1 uovo

Pangrattato
Olio extravergine di oliva
Sale


Lessate le patate. Dopo averle sbucciate passatele nello schiaccia patate e unitele al tonno sgocciolato.
Aggiungete una macinata di pepe, sale e una cucchiaiata di prezzemolo tritato. Mescolate finché il composto sarà ben amalgamato. Suddividetelo in palline. Passate poi le palline nell'uovo leggermente battuto, poi nel pangrattato, formando le crocchette. Scaldate un filo d'olio in una padella antiaderente e doratele su tutti e due i lati

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