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Viola Melanzana

un modo spiritoso per parlare delle mie passioni,dei miei esperimenti, dei miei pasticci..un modo spiritoso per trasmettere quello che so, quello che osservo, quello che continuo ad imparare ogni giorno.
 

Fideuà di carne

fideua impiattata
Nonostante sul pacco ci sia scritto “Sémola de trigo duro” la pasta scuoce in 30 secondi. Quindi dimenticate la cottura al dente cui siete abituati: il risultato finale, in quanto a consistenza, è lontano anni luce da quello che normalmente noi (italiani) indichiamo come pasta. Ma va bene uguale, il piatto è buono e riporta alla mente Valencia, le persone incontrate, quelle che mi hanno insegnato la ricetta, quelle che hanno aggiunto un posto a tavola regalandomi un pezzettino della loro cultura gastronomica e del loro cuore.La Fideuà è un formato che da noi non esiste come tale, riccioli di pasta che sostituiscono il riso in quella che sembra una variante “povera” della paella. Ancor più povera perché di carne e non, come si è generalmente abituati a leggere in giro per il web, di pesce. La ricetta è facile (oddio…. a me la carne è venuta un po’ dura… si accettano consigli !!) e sono richiesti (fideuà permettendo) ingredienti facili da reperire.

Ingredienti per 4 (5) persone:
500 gr di Fideuà
1 peperone verde
1 peperone rosso
2 cipolle
500 gr di carne macinata
8 (10) pezzi di carne di suino da spezzatino
olio, sale e brodo q.b.

In una padella bassa e larga (avete presente la paellera??) versate l’olio e quando ha raggiunto la temperatura giusta mettete lo spezzatino a rosolare (già in questa fase è possibile aggiungere del brodo per completare la cottura della carne). Quando la carne è quasi cotta aggiungere la carne macinata, i peperoni e le cipolle tagliate a cubettini. I peperoni devono appassire (ma c’era qualcuno a tavola che li avrebbe preferiti più crudi e croccanti). A questo punto si aggiunge la pasta nella stessa padella e si cuoce il tutto a botte di mestoli di brodo. Cotta la pasta, cotta la carne, cotti i peperoni fare asciugare e amalgamare il tutto (variazione numero 1: a fine cottura ho sfumato con un bicchiere di Vigna della Congregazione 2002– se lo sapesse il viandante…).Nonostante scegliate una padella antiaderente, se non state continuamente a mescolare, qualcosa si attaccherà al fondo. Loro, gli spagnoli, lo facevano di proposito perché impazzivano (me compreso) a grattare il fondo della padella per mangiare tutto quello che ci si appiccicava. Così lasciavano a fine cottura la padella sul fuoco lento per 5-10 minuti e al pari di De Filippo che posizionava il “coppetiello” sul beccuccio della caffettiera, così loro mettevano dei fogli di giornale durante gli ultimi minuti di cottura a mo’ di coperchio, affinché l’aroma non si disperdesse.
pentola con giornale
E così ho fatto io, defilippiano di natura, per entrare nel vivo della situazione, della ricetta, del clima di Valencia e dell’ars “arrangiatoria” che accomuna noi di Napoli e dintorni agli spagnoli, nostri antichi amministratori ai tempi (forse i migliori per noi) dei Borboni.
Dove siete scappati ?? ¡Tornate qua…por favor!
Buon appetito a tutti.

Ps: ese es para Josè, persona muy special y mejor chef…

Roberto Erro

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At 1:14 PM, Blogger Mauro Erro said...

No comment.

Ti salvi giusto perchè ti sono fratello (maggiore, per cui sono comprensivo), e perchè sono tuo paziente (nella speranza che da futuro neurologo, tu possa trovare una cura per me).

Speriamo che Antoine Gaita (Patron di Villa Diamante) sia altrettanto comprensivo.    



At 3:44 PM, Blogger violacea said...

@al fratello comprensivo: bisogna prima provare per "comprendere", magari quel bicchiere di fiano avrà reso il piatto ancora più interessante. Per la cura neurologica, invece, ho i miei dubbi: non per le capacità del dottore/fratello/minore,ma per il caso patologico alquanto disperato :P!

@al fratello medico: grazie mille per averci regalato un pezzettino della bellissima Spagna. Sempre lieta di ospitare altre chicchette gastronomiche e altri interessanti percorsi virtuali!    



At 4:47 PM, Blogger Mauro Erro said...

@ Violacea: Grazie, sempre estremamente gentile.

Io il fiano 2002 di Antoine, preferisco berlo in ogni caso.    



At 5:27 PM, Anonymous Roberto said...

@ Violacea: grazie a te per lo spazio concesso. quanto al "caso patologico disperato" abbi fede: oggi giorno la scienza fa un passettino... :)

@ fratello comprensivo: "Ti salvi giusto perchè [...]".
ma perchè, se ti disconosco come fratello e paziente, che fai ???    



At 5:37 PM, Blogger Mauro Erro said...

Se mi disconosci come fratello e paziente ti giochi le imbeccate e le bevute (mancate, visto che lo usi per sfumarci "le tue creazioni culinarie") di vini come il Fiano 2002 di Antoine.

Vedi se ti conviene.    



At 5:41 PM, Anonymous Roberto said...

allora quello delle ritorsioni è il tema del giorno... :)    



At 5:44 PM, Blogger violacea said...

penso proprio di sì...era qua che volevamo andare a parare!    



At 5:49 PM, Blogger Mauro Erro said...

eh, hai visto il blog...bah...

In ogni caso, mi rendo conto che faccio bere troppo un po' tutti.

Senti ma se proseguissimo in privato la discussione con relativa ritorsione?    



At 12:02 PM, OpenID fabien said...

Premio premio!!!
Non sarà come la tua segnalazione dello scorso anno per il blogcafé (a proposito: domenica finalmente mi premiano lì a San Patrignano), ma ho pensato anche a te per la segnalazione :)
baci    



At 10:39 AM, Anonymous maricler said...

Ciao cara, ti ho invitata a un meme (http://www.thechefisonthetable.com/dblog/articolo.asp?articolo=181), fallo se ti va, vedrai che ci si diverte!    



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