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Viola Melanzana

un modo spiritoso per parlare delle mie passioni,dei miei esperimenti, dei miei pasticci..un modo spiritoso per trasmettere quello che so, quello che osservo, quello che continuo ad imparare ogni giorno.
 

Aspettando Godot, l'assurdo a tavola...

lunedì, novembre 10, 2008

Ristorante Il Papavero
e
Associazione Italiana
Sommeliers Delegazione di Napoli e Delegazione di Salerno

In collaborazione con divinoinvigna enoteca

presentano


Aspettando Godot, a tavola con l’assurdo


Giovedì 20 Novembre al Ristorante Il Papavero di Eboli è di scena il secondo atto del ciclo "Incontri Proibiti, storie di ordinaria sperimentazione."

Il teatro dell’assurdo di Samuel Beckett e la sua opera teatrale più celebre non potevano non essere il titolo di questa seconda messa in scena che vedrà protagonisti nel ruolo di Godot i vini di Lopez de Heredia. Perché solo utilizzando il termine assurdo è possibile definire vini bianchi come il Reserva Tondonia 1987 o il rosato Gran Reserva 1997, ad esempio, commercializzati a venti o dieci anni dalla vendemmia. Vini che sfidano il tempo attraversandolo, capovolgendo ogni consapevolezza, idea, concetto che del nettare di bacco ogni persona può aver maturato, giocando sulla linea sottile che separa la vita e la morte: l’ossidazione nobile che li caratterizza.
Parleranno tra loro e con voi, in attesa che Godot arrivi, Bruno De Conciliis e Tommaso Luongo, rispettivamente nel ruolo di Didi (Vladimiro) e Gogo (Estragone).
Questa, la prossima sfida sottoposta alla cucina del Papavero: riusciranno i nostri eroi a trovare piatti che si possano abbinare a questi assurdi vini?
Non resta che venire a Eboli, al ristorante il Papavero, giovedì 20 novembre e testare di persona le capacità e l’istinto del duo Maurizio Somma e Domenico Vicinanza messo, stavolta ancora più a dura prova, dagli arditi abbinamenti etilici pensati da Adele Chiagano, Mauro Erro e Tommaso Luongo.

“Cena degustazione”, Ristorante Il Papavero
C.so Garibaldi 112, Eboli (Sa)
Giovedi 20 Novembre, ore 21, euro 90, posti limitati.
Per Info e Prenotazioni rivolgersi a
Adele Chiagano 329/6467600 – 0828/330689

Piccolo promemoria per chi non sapesse cosa stiamo combinando in quel di Mozzarellandia:
"La rassegna Incontri proibiti, articolata in cinque appuntamenti, narrerà le vicende di una cucina, di quelle di qualità, delle sue creazioni, dei suoi piatti, che si incontra con i vini che noi amiamo, quelli che, forse azzardando, un tempo abbiamo definito “diversi”, ma che in effetti sono semplicemente vini veri, non ruffiani e mai banali, interessanti, da condividere (come dovrebbe essere sempre), capaci di regalare grandi emozioni a chi ha la sensibilità per coglierle, capaci di racchiudere in un sorso una storia da raccontare.Questi vini e la raffinata cucina del Papavero si incroceranno in modo singolare per ben cinque appuntamenti ripercorrendo quelle storie di ordinaria sperimentazione che ogni giorno fanno parte del nostro lavoro."
PS: adesso chi si trova da queste parti dovrebbe passare a salutarci o no?

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BARACK OBAMA HA VINTO

mercoledì, novembre 05, 2008



Alzate il volume, pleaZe...

Sorgituro: l’agriturismo tra le Dolomiti del sud..

martedì, novembre 04, 2008

Un altro viaggio nella mia terra.
Vicino casa, a volte si possono trovare posti incantevoli, persone incantevoli...
Un angolo di paradiso che voglio condividere anche con i lettori di violamelanzana..
(dal Gambero Rosso, ottobre 2008)
entrata sorgituro
C’è da rimanere smarriti al tramonto alla vista degli Alburni, montagne che si colorano di rosa e che ricordano altri luoghi. Si fa fatica a rammentare che ci si trova a pochi chilometri dalla costiera amalfitana. Siamo nell’agriturismo Sorgituro, così chiamato per le sorgenti spontanee, che si trovano nei dintorni, ai piedi del massiccio carsico tra la valle del Sele e quella del Tanagro. Letizia Braggio è la titolare dell’agriturismo:“se fossimo in Trentino” sorride “sai come lo trasformerebbero questo posto!”. Ma non siamo in Trentino bensì in Campania, in provincia di Salerno, in un paradiso che si esprime in tutta la sua selvaggia bellezza, senza interventi, senza sentieri costruiti o percorsi disegnati dove la natura, nuda e cruda, parla e si impone, togliendo il fiato a chi guarda, e ci ricorda le Dolomiti. A Sorgituro, in questa oasi di pace, ci si riconcilia con se stessi, coccolati dall’ospitalità garbata e signorile della titolare e dalla sua cucina. Di origini venete, Letizia Braggio cresce in questi luoghi e precisamente nell’azienda del padre allevatore di cavalli e bufale. “Capelli corti rossi e tante lentiggini” la ricorda così la gente del posto: “la ragazza del nord, quella coi pantaloni che correva in bicicletta e andava a cavallo, la ragazza troppo emancipata per le timide signorine meridionali”. Ancora oggi la sua freschezza è vitale e nei suoi occhi si riesce a intravedere quella grinta che ha caratterizzato la sua giovinezza. Una donna tenace che ha deciso di cercare un’alternativa alla pensione, trovandola qui, in questo terreno, di circa sei ettari, abbandonato da 10 anni. “L’idea è nata dalla passione per questi luoghi e dall’amore per la cucina”, dice Letizia, “ho sentito il bisogno di ritirarmi in un posto tranquillo, ma con la possibilità di frequentare persone”.
sorgituro
Decide quindi di ristrutturare il vecchio casolare e da Pasqua del 2002 comincia la sua nuova attività. Da sola ha cominciato a fare il compostaggio dei rifiuti organici, quando qui non si parlava ancora di raccolta differenziata; è coerente con le scelte fatte fin dall’inizio, continuando a migliorarsi, ma mai scendendo a compromessi. A tavola preferisce avere pochi ospiti per coccolarli al meglio, il menù del giorno lo stabilisce solo dopo una passeggiata nell’ orto e al mercato, uguale per tutti, ma che non lascia mai scontenti. L’agriturismo si apre come una casa allargata, accogliente già dall’esterno dove un grosso gelso si erge accanto all’ampio porticato. L’ambiente interno, diviso in tre salette, è arredato con gusto: “Ho usato i mobili di famiglia collezionati negli anni” dice Letizia “ quasi come se avessi sentito che prima o poi sarei finita qua”. Le camere sono cinque e a qualche metro di distanza dal casolare c’è l’agricamping più punteggiato d’Italia: 6 piazzole ognuna con un piccolo pergolato di uva fragola con bagno, doccia e barbecue. Una chicca speciale per gli amanti del trekking e della natura. La cucina di Letizia, prettamente territoriale, gode di contaminazioni venete che troviamo nelle cotture delle carni, nei risotti e nelle polente che accompagnano i piatti di verdure, i sughi e le paste asciutte del sud. Tra i piatti del giorno è spesso presente il risotto (di zucca o lattuga, porri o radicchio ecc.) e la polenta o gli gnocchi di polenta con gorgonzola in sugo di arrosto o salsiccia. Non ha molta simpatia per gli antipasti, che definisce simpaticamente ammazza/pasto: “a me dispiace vedere che la gente non mangia perché non ce la fa più”. Meglio una profumata zuppa (di fagioli, lenticchie e trippa, ceci e biete ) o una vellutata di ceci o di fagioli di Controne con borragine e crostini di pane o di polenta. Buona la minestra maritata (tipico piatto campano) con tutte le erbe che nascono spontanee come la cicoria da aggiungere al salsiccione o alla gallina e cotica. Fantasia e tradizione caratterizzano le proposte culinarie della padrona di casa, sapori veneti nel coniglio in salmì, nel baccalà alla vicentina, nella polenta con il baccalà o con il cuore di maiale trifolato, meridionali nelle frattaglie: la milza alla salernitana (“la meuza” imbottita e cotta nell’aceto) la “sfrionzola”, (carne di maiale con peperoni e patate) o la lingua salmistrata o alla pizzaiola. La pasta è preparata al momento, all’uovo e farina di grano duro, per i ravioli con ricotta (gorgonzola e noci, carciofi o melanzane) o per i tortellini che ricordano i mitici nodi d’amore di Valeggio. Nell’orto, a coltivazione biologica, c’è quasi tutto, e abbastanza pomodoro da riempire le famose bottiglie che un tempo erano presenti in tutte le case meridionali. Ottimo l’olio extra vergine di oliva che si vende anche in lattine da 5 l. e che Letizia utilizza per tutto, anche per le fritture. La malvasia nera è allevata per il vino da bere solo in agriturismo e in cantiere c’è un impianto di aglianico. Il viaggio vale tutto anche solo per la stracolma borsa da picnic che Letizia prepara a chi desidera esplorare le indomite Dolomiti del sud.

Agriturismo Sorgituro,
S.S. 488 km 2,5
Loc. Sorgituro Postiglione (SA)
Tel: 0828/971154
info@agriturismosorgituro.it
www.agriturismosorgituro.it

Prezzi per il ristorante: 25 euro a salire, bevande escluse
Apertura: solo su prenotazione almeno un giorno prima.

Cinque camere doppie, solo una ha un letto aggiunto e due sono comunicanti.

Sei piazzole per camper. La piazzola per camper, roulotte o tenda: 15 euro; a persona: 5 euro..
 
   





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