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Viola Melanzana

un modo spiritoso per parlare delle mie passioni,dei miei esperimenti, dei miei pasticci..un modo spiritoso per trasmettere quello che so, quello che osservo, quello che continuo ad imparare ogni giorno.
 

almost perfect cheesecake

sabato, maggio 31, 2008

cheesecake 2
Dalla mia prima volta a Londra, con "the imported american cheesecake", non ho potuto dimenticare lo strano, formaggioso e stuzzicante sapore di questo tipico, forse veramente unico, dolce newyorkese. Un giorno, per caso, mi imbatto in una ricetta: "questa è l'originale", mi disse colei che me la diede, "me l'ha data un mio amico poeta inglese". Già che di originale non aveva nemmeno la paternità, essendo la formaggiosa torta di nazionalità americana, in ogni caso, magari colpa mia nel non aver saputo riprodurre bene, il risultato fu discreto, ma per niente simile ai ricordi dell'estate '90 in England. Dopo tutto sto tempo grazie a un piccolo vademecum attaccato al coperchio della philadelphia yo (non usata, meglio la normale) e una ricetta della cavoletta sempre sullo stesso gambero rosso di aprile 2008, ho impastato mentalmente un paio di informazioni e unendo le due fave mi son ritrovata sto piccione.
cheesecake 1
Il primo esperimento l'ho accompagnato ad una salsa di more, le ultime prima dei devastanti incendi dello scorso agosto, che avevamo ben pensato di congelare (mai a pensare che in questo prossimo agosto non le avremo potute raccogliere!), il secondo con una salsa di fragole.
Foto del primo reperto non pervenute, vista la scarsa eleganza estetica della torta (più buona, a detta di alcuni, della seconda), del secondo esperimento, preparato in occasione del compleanno di Gianni, ho testimonianza digitale, anche se la stanchezza post giornata marina cilentana e il magnifico riesling di accompagnamento non mi hanno fatto essere all'altezza dei miei colleghi foodphotoreporter!
L'importante è che era buona e facilissima da preparare!

Ingredienti
Per la base
200 gr di McVities Digestive (qui sono categorica o digestive o niente!)
60 gr di burro
1 cucchiaino di cannella

Per il ripieno
250 gr di philadelphia
150 gr di panna per dolci
il succo di un limone
2 fogli di gelatina
70 gr di zucchero a velo

Per la salsa alle fragole
300 gr di fragole + 100 gr per la decorazione
60 gr di zucchero
1 limone

Frullare i biscotti nel mixer, aggiungere il burro fuso, la cannella e continuare a mescolare. Disporre i biscotti, aggiustando con un cucchiaio, in una teglia a cerniera ricoperta di carta da forno (consiglio di bagnare la carta prima di usarla) e lasciar riposare in frigo per almeno mezz'ora (più sta e meglio è).
Mettere in ammollo i fogli di gelatina in acqua fredda per almeno una decina di minuti. Riscaldare il succo del limone fino a renderlo tiepido e sciogliervi la gelatina strizzata. Lavorare il formaggio con la forchetta, aggiungere la panna, lo zucchero a velo e il succo di limone con la gelatina, amalgamare per bene il tutto e ricoprire la base di biscotti. Lasciare riposare in frigo per circa tre ore. Frullate le fragole che avrete lavato e privato delle foglioline. Aggiungere lo zucchero e il succo del limone e cuocere a fuoco basso finchè si sarà ridotto un poco. Fate raffreddare e riposare in frigo. Potete decorare la torta come più vi pare, io ho preso spunto da Sigrid e dai suoi minicheesecake, tagliando le fragole a metà e rivestendo il bordo della teglia. Aggiungere la salsa alla torta solo prima di servirla.
PS: il giorno dopo è ancora più buona!

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Fideuà di carne

venerdì, maggio 23, 2008

fideua impiattata
Nonostante sul pacco ci sia scritto “Sémola de trigo duro” la pasta scuoce in 30 secondi. Quindi dimenticate la cottura al dente cui siete abituati: il risultato finale, in quanto a consistenza, è lontano anni luce da quello che normalmente noi (italiani) indichiamo come pasta. Ma va bene uguale, il piatto è buono e riporta alla mente Valencia, le persone incontrate, quelle che mi hanno insegnato la ricetta, quelle che hanno aggiunto un posto a tavola regalandomi un pezzettino della loro cultura gastronomica e del loro cuore.La Fideuà è un formato che da noi non esiste come tale, riccioli di pasta che sostituiscono il riso in quella che sembra una variante “povera” della paella. Ancor più povera perché di carne e non, come si è generalmente abituati a leggere in giro per il web, di pesce. La ricetta è facile (oddio…. a me la carne è venuta un po’ dura… si accettano consigli !!) e sono richiesti (fideuà permettendo) ingredienti facili da reperire.

Ingredienti per 4 (5) persone:
500 gr di Fideuà
1 peperone verde
1 peperone rosso
2 cipolle
500 gr di carne macinata
8 (10) pezzi di carne di suino da spezzatino
olio, sale e brodo q.b.

In una padella bassa e larga (avete presente la paellera??) versate l’olio e quando ha raggiunto la temperatura giusta mettete lo spezzatino a rosolare (già in questa fase è possibile aggiungere del brodo per completare la cottura della carne). Quando la carne è quasi cotta aggiungere la carne macinata, i peperoni e le cipolle tagliate a cubettini. I peperoni devono appassire (ma c’era qualcuno a tavola che li avrebbe preferiti più crudi e croccanti). A questo punto si aggiunge la pasta nella stessa padella e si cuoce il tutto a botte di mestoli di brodo. Cotta la pasta, cotta la carne, cotti i peperoni fare asciugare e amalgamare il tutto (variazione numero 1: a fine cottura ho sfumato con un bicchiere di Vigna della Congregazione 2002– se lo sapesse il viandante…).Nonostante scegliate una padella antiaderente, se non state continuamente a mescolare, qualcosa si attaccherà al fondo. Loro, gli spagnoli, lo facevano di proposito perché impazzivano (me compreso) a grattare il fondo della padella per mangiare tutto quello che ci si appiccicava. Così lasciavano a fine cottura la padella sul fuoco lento per 5-10 minuti e al pari di De Filippo che posizionava il “coppetiello” sul beccuccio della caffettiera, così loro mettevano dei fogli di giornale durante gli ultimi minuti di cottura a mo’ di coperchio, affinché l’aroma non si disperdesse.
pentola con giornale
E così ho fatto io, defilippiano di natura, per entrare nel vivo della situazione, della ricetta, del clima di Valencia e dell’ars “arrangiatoria” che accomuna noi di Napoli e dintorni agli spagnoli, nostri antichi amministratori ai tempi (forse i migliori per noi) dei Borboni.
Dove siete scappati ?? ¡Tornate qua…por favor!
Buon appetito a tutti.

Ps: ese es para Josè, persona muy special y mejor chef…

Roberto Erro

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cena multietnica...o un mmescafrancesca..o come dir si voglia...

mercoledì, maggio 14, 2008

blinis

Capita che a volte mi prende lo sbiribizzo delle contaminazioni. Per fortuna, dicono i più, questi isterismi culinari arrivano sporadicamente o ciclicamente: prima l'intervallo medio tra un ciclo e l'altro era di due/tre mesi, adesso si è allungato di molto più. Vista la sporadicità degli schizzi istrionici, quando ciò succede, la tavola diventa un mercatino ambulante dove c'è un po' di tutto e senza alcun criterio nutrizionale, gusto-olfattivo o pratico. Fortunatamente l'ultima volta che mi sono appropinquata a soddisfare le vogliette "papillogustative" di superare alpi e oceano sarà stato un bel po' di tempo fa, la maggior parte delle spezie che sostano in cucina, quindi, erano scadute da ben quattro anni per cui initulizzabili, così mmescafrancesca sì, ma digestione quasi assicurata per ognuno delle cavie.
Girovagando un po' tra i vari blog e riviste (ultimamente sul gambero rosso ho trovato le ricette della cavoletta!)mi è venuta la voglia di fare i blinis, ispirata proprio a quelli di Sigrid; i falafel, d'ispirazione cucina di adina e altro ancora...
Blinis e Falafel, burro caviale e salmone, Tzaztiki, pollo con carote,funghi e sedano per condire il riso basmati (ripieno per i chu' un chan, involtini primavera, MA senza involucro che non mi riesce e, solo quando la pasta fillo arriverà a mozzarellandia, cotal ripieno sarà utilizzato giustamente), pollo marinato e arrostito (decisione salva stomaco!) e, sperando di non aver dimenticato niente, dulcis in fundo: cheese cake con salsa di more, questa decisamente l'opera migliore del mischia mischia!
Insomma dalla Russia al Libano con svolta a Pechino prima di arrivare a New York, viaggione direi!
Non ho fotografato tutto anche perchè mentre cucinavo bevevo (ma non sakè, morellino di scansano, etnico assai eh?) e mentre bevevo parlavo e assaggiavo e mi sporcavo di tutto di più, quindi maneggiare macchinette fotografiche non era proprio il caso. La conclusione è stata che i blinis sono stati usati per avvolgere il pollo marinato e arrostito (il salva stomaco di prima)coperto di tzaztiki, che il salmone ha fatto da condimento alla pasta del giorno dopo, i falafel hanno avuto un successone, il pollo pseudo ripieno degli involtini primavera è piaciuto tanto alla mamma il che è tutto un dire, il/la cheese cake era una favola, il caviale a meno che non me lo mandano dalla russia non lo comprerò mai più, nessuno o quasi nessuno ha avuto corroboranti crampi intestinali per cui siori e siori adesso vi lascio andar via, ma non prima di avervi lasciato un promemoria della serata multicolor. Non la ricetta dei blinis, riadattamento di quella di sigrid del gambero rosso di aprile, nè i falafel di adina, bensì il fantastico ripieno dei "non"involtini primavera.
Ciao a tutti e..a proposito se qualcuno ha voglia di essere la mia prossima cavia basta dirlo...!


Involtini primavera senza involtini
(non ci sono proporzioni perchè quasi tutto è stato fatto a occhio!)
petto di pollo
verdure miste a scelta: funghi, carote, sedano, germogli di soia tagliate a striscioline
un cucchiaio di maizena o amido di mais
un cucchiaino di zucchero di canna
un bicchierino di gin
olio

Tagliate a strisce il petto di pollo e mettetelo in un piccolo recipiente, cospargetelo di maizena o amido di mais e lasciate riposare per un po'.
Pulite e tagliate a striscioline le verdurine. Mettete nel wok qualche cucchiaio di olio e i funghi. Cominciare a cuocere, aggiungere poi il pollo e il resto delle verdure. Dopo qualche minuto versare il gin, aggiungere il cucchiaino di zucchero di canna, un po' di sale e pepe e mescolare per bene. Lasciare evaporare il gin e cuocere finchè il petto di pollo è pronto.

Se avete la pasta fillo o sapete fare la pasta per gli involtini, mettete al centro del dischetto di pasta una cucchiaiata del ripieno raffreddata. ripiegate i bordi laterali del disco verso l'interno e arrotolate con cura. Friggete in abbondante olio e mangiateli caldi e croccanti...altrimenti vi tocca fare come me ( e il risultato è ottimo lo stesso) cuocete del riso basmati e mangiatelo insieme all'intruglio...Buono!

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Mozzarella and chips: momenti di assoluto godimento...

martedì, maggio 06, 2008

forchettata 2

Direttamente da Mozzarellandia un suggerimento per un abbinamento probabilmente poco gourmand, magari un tantino (solo un tantino eh) calorico, ma vi assicuro altamente godurioso. Signore e signori, udite udite, non i soliti pomodori, il solito prosciutto crudo, la pizza o le melanzane...no: PATATINE FRITTE!
Questo era un abbinamento che piaceva e piace tanto alla mia mamma, devo dire che è lei che mi ha condotto a questo connubio di sapori, una chicchetta speciale tipo premio di buona condotta da bimbi e da allora quando voglio levarmi uno sfizio di gola mangio le mozzarelle con patatine fritte. Tra i vari connubi: olio e pepe, pomodoro e basilico, prosciutto e rucola, verdurine grigliate e chi più ne ha più ne metta, quello che mi regala momenti di assoluto godimento sensoriale è proprio questo. Naturalmente le patatine devono essere buone ( e non sempre, almeno ultimamente, la frittura viene buona per colpa di patate non proprio adatte al fritto) e le mozzarelle di più. mozzarella and chips
Ieri dopo una splendida passeggiata al mare mi sono trovata nei pressi del caseificio Rivabianca, la cooperativa di allevatori di bufale nella piana del Sele di Paestum. Il caseificio si trova sulla strada statale 18 che da Eboli o Battipaglia conduce al mare, qui si vendono i prodotti derivati dalla lavorazione del latte di bufala appena munto nelle stalle dei soci che ne fanno parte. Una voltà lì, solo per prenotare la mia spesa, non ho potuto resistere e ho assaggiato dei bocconcini preparati da appena un'ora e nonostante la gommosità tipica del bocconcino freschissimo e la più concentrata sapidità erano già ottimi. Ho portato a casa, invece, una bella busta di mozzarelle che ho consumato il giorno dopo. Meraviglia. Bianche come la porcellana, poche occhiature e con il latticello che colava appena tagliate. Compatte in bocca e non più gommose, salate al punto giusto, ma delicate e soprattutto fresche freschissime. Insomma se vi capita di passare da queste parti non c'è che l'imbarazzo della scelta... chiedete quando sono state fatte e regolatevi di conseguenza ricordando che il giorno dopo sono più buone, due giorni dopo quasi da buttare, conservatele nel loro siero, ASSOLUTAMENTE MAI IN FRIGORIFERO e se volete esagerare un poco con le calorie, ma godere di un piacere superlativo, patatine fritte a volontà!

Suggerimenti per una buona frittura: ultimamente sto seguendo i consigli della zia (quella che sta all'apice della cupola) che a sua volta ha seguito i consigli di Antonellina che a sua volta ancora ha seguito quelli di nonna pina..insomma sbucciate le patate, tagliatele a fette, sigarette, dadini, come volete e immergetele per qualche minuto in acqua portata ad ebollizione. Quando riprende il bollore scolatele, asciugatele e friggetele. La croccantezza e assicurata!

Caseificio Rivabianca
strada statale 18, km 93 Paestum (SA)
Telefono +39 0828 724030 - Fax +39 0828 723998
e-mail info@rivabianca.it

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Intermezzo domenicale: I will Survive!

sabato, maggio 03, 2008





Questo ponte-fine settimana è stato per me più impegnativo del solito (e si sapeva che lo dico a fà)...a dispetto di coloro che l'hanno, buon per loro, trascorso tra spiagge dorate, voli low cost, passeggiate tra prati verdi e file in autostrada(qua non v'invidio pennente!)..per cui invece di postare una chicchetta lavorativa, vi auguro un buon "fine weekend" con una delle scene più divertenti viste negli ultimi anni al cinema...

...happy sunday!

Kevin Klein, In & Out (1997) per la regia di Frank Oz

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Ma ve li ricordate gli INXS???

giovedì, maggio 01, 2008



...la pausa lavoro (un'oretta e mezzo...scarsa) del 1 maggio 2008 l'ho passata così...rispolverando vecchi ricordi...beh oltre a pulire casa, fare e dar da mangiare alle bestioline, (micie, braccobaldo & Co) organizzarmi un pasto semidecente...puff..pant..che balle!

buon primo maggio a chi non lavora e doppi e sentiti auguri a chi, come me, invece FATICA!!!

Alzate il volume pleaZe!!!


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