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Viola Melanzana

un modo spiritoso per parlare delle mie passioni,dei miei esperimenti, dei miei pasticci..un modo spiritoso per trasmettere quello che so, quello che osservo, quello che continuo ad imparare ogni giorno.
 

Meravigliosamente pappante!

venerdì, gennaio 25, 2008

meravigliosamente pappante2
Ho trovato per caso nel mio archivio questa foto. Nient'altro che una semplice anche se complessa (per la varietà d'ingredienti) entusiasmante, goduriosa e ancor meglio PAPPANTE pasta al forno, di quelle classiche con carne, pisellini, scamorza affumicata e non, pomodoro, con l'aggiunta di melanzane che per una mezza sicula non mancano mai e i mitici zitoni...sì quelli spezzati a mano con il classico pezzettino di zitone che ogni tanto incontri anche nella genovese (una grande, mitica, strabiliante,meraviglia partenopea) classico e indispensabile elemento per estasiarsi ben bene dopo l'ultima forchettata. Questa non è assolutamente la pubblicazione di una ricetta questo è un post/fame, signori miei, un post sui morsi della fame che ti pigliano quando torni da lavoro di sera tardi (adesso per la precisione) digiuna o quasi, della serie spizzicato 7 grissini e mezzo (si vabbè c'erano i semi di papavero) e un mini panino asciutto. E' un post sul dopolavoro, quando stanca e affamata ma con la panzè che avanza, torni a casa e pensi oltre al tonno in scatola al fatto che sia meglio che te la fai passare la fame o dormirai coi sensi di colpa. E siiiì, vogliamo parlare dei sensi di colpa? Mi hanno detto che quelli fanno ingrassare più di una tavoletta di cioccolata. Mumble mumble una teoria alquanto strana...che significa? Che mentre guardo la fotografia con la saliva a tremila e penso: al posto della pasta al forno alle 01 e 08 con quale pezzo di che nascosto in dispensa posso avvicinarmi a cotal sapore?(ma che penso a fare) E che poi, dopo la perlustrazione all'arida dispensa mi avvicino al frigorifero, lo apro chiedendomi e mò che si fa? un'oliva potrebbe bastare? un pezzetto di formaggio? Noooooo! Allora una mela, melinda, meletta? (no, per favore, almeno sogno la pasta al forno senza alterare il suo sognosapore). Insomma che significa che anche se poi mi tengo i gorgoglii nello stomaco i sensi di colpa ce li ho lo stesso, solo perchè alla fine davanti al frigo e davanti alle dispense guardarsi le punte dei piedi diventa più complicato?
Vi lascio con una domanda amletica: sono i sensi di colpa o i condimenti a fare ingrassare di più?
Buonanotte e frattanto sogni "conditi" a tutti!
a domani...dopo lo yogurt!

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Compagni di sbronze!

giovedì, gennaio 17, 2008

Ultimamente qualcuno avrà notato che attingo dall'archivio del viandante bevitore, sì quel bel diario enoico del banco accanto, non vi avevo detto però che il viandante sta cercando di "istruirmi a dovere" avendo notato "dice" che ho una discreta sensibilità in campo vinoso. E visto che, ahimè, la mia cantina era assai sprovvista ultimamente e lui, oltre a essere un grande bevitore, ha anche un animo gentile, per spirito di solidarietà vinosa (una 'mbriacona come me "alle" volte fa tenerezza!) ha deciso di darmi delle belle dritte. Quindi oltre ad essere diventato il mio personale fornitore di vino oltre che di spunti interessanti, il simpatico bevitore ha deciso di condividere con violamelanzana e i suoi lettori qualche intrigante viaggetto etilico.
Essendo viola la melanzana allergica al "sacrovinese" i viaggetti prenderanno una piega per così dire dissacrantemente soft nella nuova rubrica: COMPAGNI DI SBRONZE!
Non mi resta che salutarvi dicendovi: bevete gente, bene, con moderazione, MA soprattutto, quando lo fate...divertitevi!

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Chardonnay Cuvee Frissionere 2004 Les Cretes, Valle d’Aosta



Chardonnay? La meretrice. Tanti di quei vini ottenuti da questo vitigno hanno invaso le italiche tavole negli ultimi anni. Solitamente, nell’inutile inondazione, si è accompagnato al suo alter ego in rosso Cabernet Sauvignon (il gigolò). Beh, semplice da spiegare, i due vitigni hanno l’accattivante e ruffiana capacità di acclimatarsi un po’ ovunque. Potresti, paradossalmente, provare a piantarlo fuori al balcone di casa, anche in pieno centro a Milano, Parigi, Napoli o Roma e dopo un po’ di anni ne verrebbe una pianta rigogliosa. Certo, il vino prodotto, emanerebbe effluvi di monossido di carbonio, ma si potrebbe sempre chiamare uno di quei maghi dell’enologia molto celebrati, sborsare un certo numero (tante) di banconote, e puff, come d’incanto: meravigliosi sentori, profumi, aromi invaderebbero le narici, risolleverebbero l’animo e allieterebbero il palato. Sì, ho una certa avversione all’anonimo vitigno. Eppure. Quando mi diverto a berlo alla cieca (bottiglia coperta), non riesco mai a riconoscerlo e quando chiedo all’amico di turno: “Né scusa, ma quali sarebbero i tratti caratteristici di questa donzella?”, ricevo come risposta… “una rotondità burrosa”. Ora, al di là del fatto che sono perfettamente cosciente che una donzella, con garbo e grazia, è sempre meglio scoprirla che coprirla, se uno a proposito di donzelle mi dice rotondità burrosa, mi viene tutt'altro in mente che uno Chardonnay! Eppure scrivevo, senza arrivare a sborsare inenarrabili cifre per uno Chablis, in Italia è possibile imbattersi in prodotti davvero emozionanti come questo. Ok, cercherò di controllare il morbo dello scribacchino di vino, eviterò il vinese e le mirabolanti descrizioni delle sensazioni organolettiche che "tanto ti piacciono", e mi limiterò a dire che questo vino continua a conservare una sua anima di montagna, ha profumi lievi e fragranti, fruttati d’ananas e d’agrumi. Al palato è sapido, minerale e la freschezza (acidità) controlla il frutto presente. Il prezzo contenuto (intorno ai 12 euro) è la sua chiosa migliore. Visto che recentemente sono diventato il tuo personale pusher di sostanze etiliche stupefacenti, te lo consiglio vivamente. Ah, già, quasi dimenticavo, dato che ultimamente mi diverto ad associare vino e musica, eccoti servita. Per questo vitigno (ma non per questo vino) mi sembra azzeccatissimo, e quanto meno i tuoi affezionati lettori (maschietti e femminucce indistintamente) si rifaranno le orecchie, ma soprattutto, gli occhi.

Il viandante.

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Pizza rustica con tonno e peperoni (giusto per mantenersi leggeri...!)

martedì, gennaio 15, 2008

pizza di maccheroni
lo so che non è tempo di peperoni, ma io avevo dei bei peperoni dell'orticello nel congelatore e quindi ho ripescato, per una cenetta simpatica, questa ricettina molto estiva. Il colore rosso fa sempre la sua scena, il giallo è simpatico e un pizzico di glamour in una serata piovosa non guasta mai. Purtroppo questa bombettina qui si lascia spiluccare che è un piacere, ma sconsiglio vivamente di "spiluccarla" di sera a meno che... non abbiate uno stomaco di ferro!

PS: anche questa pizza l'ho abbinata ad un bel vinello da provare assolutamente per chi non l'avesse ancora fatto oltre per lo splendido naso e il gusto piacevolissimo anche per l'ottimo rapporto qualità prezzo!

Ingredienti per la pasta brisèe
300 gr di farina
150 gr di burro
mezzo bicchiere da vino di acqua gelata
un pizzico di sale

Ingredienti per il ripieno
3 peperoni gialli e rossi
2 scatolette di tonno
prezzemolo
capperi
uno spicchio d'aglio

Disporre la farina a fontana. Unire il burro e lavorare energicamente sbriciolando la pasta. Aggiungere l'acqua gelata e il sale e continuare a impastare.
Avvolgere l'impasto con la pellicola trasparente e riporre in frigo lasciandolo riposare per almeno tre ore.
Tagliare i peperoni a metà, privarli dei semi e tagliarli a tocchetti grossolani. Riscaldare dell'olio in una padella e a olio caldo buttare i peperoni. Una volta cotti toglieteli dal fuoco e aggiungete l'aglio sminuzzato, il prezzemolo, il tonno e i capperi. Girare e amalgamare bene.
Farcite con questo ripieno la pasta brisèe, coprite tutto e bucherellate la superficie della pizza.
Cuocere in forno caldo a 180° per circa mezz'ora.

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Bignèmania....

martedì, gennaio 08, 2008

bignè

I bignè sono la mia passione, una tentazione irrefrenabile al solo profumo appena sfornati. Sono semplicissimi da fare e una volta trovata la ricetta giusta (Sale&Pepe gennaio 2000) un risultato garantito, ma soprattutto sono eclettici perchè abbinabili a qualsiasi cosa. Più che con farce dolci li preferisco con spume salate come quella al prosciutto utilizzata di recente. La cosa simpatica stavolta è che li ho abbinati al vino giusto (alle volte le coincidenze...!), quello che non si blocca a metà lingua in contrasto col cibo, ma che scende morbidamente e te la pulisce accompagnando egregiamente il boccone. Da usare come aperitivo, antipasto, merenda, scaccia pensieri o antistress...insomma buoni bignè a tutti!
Per la pasta
Ingredienti
(dosi per circa dodici persone)
150 gr di burro
180 gr di farina 00
2 dl e mezzo di acqua
4-5 uova
sale
Misurate l'acqua in una brocca graduata, pesate il burro e tagliatelo a pezzetti. L'abbondante quantità di burro consente di usare meno uova e di ottenere una pasta più morbida e dal gusto più gradevole. Versate l'acqua in una casseruola dal fondo spesso, aggiungete un pizzico di sale e il burro e portate ad ebollizione ( a quel punto il burro dovrà essere completamente sciolto). Togliete per un momento la casseruola dal fuoco e unite in un colpo solo, la farina, mescolando energicamente con un cucchiaio di legno (va unita fuori dal fuoco per evitare che il forte calore provochi la formazione dei grumi). Rimettete la casseruola sul fuoco e fate cuocere, mescolando dall'esterno verso l'interno, fino a quando la pasta si staccherà dalle pareti del recipiente e si raccoglierà in un unico blocco: basteranno un paio di minuti di cottura. Mettete la pasta in una terrina, attendete qualche istante (se è troppo calda assorbe più uova che si sentiranno troppo nei bignè cotti): incominciate quindi ad aggiungere un uovo mescolando con energia, in un primo momento la pasta tenderà a "stracciarsi" poi si ricomporrà, pronta a ricevere il secondo uovo. Incorporate anche questo, poi il terzo e il quarto lavorandoli allo stesso modo. A questo punto, provate la consistenza della pasta sollevandola con il cucchiaio: se è ancora troppo dura e "strappa"aggiungete anche il quinto uovo, incominciando dal tuorlo e unendo l'albume solo se necessario. La giusta consistenza della pasta è molto importante: se è molto dura i bignè, cuocendo, si gonfiano poco e rimangono pieni all'interno, se è troppo molle si imbarcano e internamente risultano poco cotti. Per accelerare il lavoro potete usare le fruste elettriche a gancio alla velocità minima. La pasta dei bignè si può preparare anche in anticipo e conservare in frigorifero, ben coperta, per un paio di giorni.
Per la farcia: crema di prosciutto.
Ingredienti
150 gr di prosciutto cotto
100 gr di ricotta
100 gr di mascarpone
mezzo limone
sale
Tritate finemente o passate al mixer il prosciutto cotto. Trasferitelo in una terrina e unite la ricotta, il mascarpone, 2 o 3 gocce di succo di limone e una presa di sale. Lavorate il composto finché risulta omogeneo e cremoso, mettetelo in frigorifero e lasciatelo riposare per due ore.
Tagliate la calotta superiore del bignè con un coltellino, riempite con un poco di crema di prosciutto, facendola scendere da una tasca da pasticciere con bocchetta a stella o da un cucchiaino, chiudete con la calotta e buon divertimento!

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