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Viola Melanzana

un modo spiritoso per parlare delle mie passioni,dei miei esperimenti, dei miei pasticci..un modo spiritoso per trasmettere quello che so, quello che osservo, quello che continuo ad imparare ogni giorno.
 

Cortecce al pesto di asparagi con pinoli tostati. (club sale&pepe Forever)

martedì, maggio 30, 2006


Era sempre ieri, il mio compleanno, avevo voglia di qualcosa di diverso e soprattutto avevo voglia di cucinarmelo io. Ho visto quello che avevo in frigo, ho dato un'occhiata al freezer e dopo aver fatto un resoconto generale ho sfogliato qualche sale&pepe di aprile maggio.
Ed ecco qua il risultato! da aprile 2005...
Stavolta ho "stravolto" un po' le dosi, perchè con le quantità non mi trovavo molto, ho cambiato la trafila di pasta prevista per questo piatto perchè le "reginette" che sale&pepe consigliavano proprio non mi piacciono e avendo un bel pacco di cortecce (pasta fresca) in frigo ho deciso che andavano decisamente meglio.
Questo, quindi, il regalino personale che mi sono fatta ieri, 29 maggio!

Ingredienti per 4 persone
380 gr di cortecce
300 gr di asparagi
mezzo limone
50 gr di grana grattugiato
20 gr di pinoli
noce moscata
olio extra vergine di oliva
sale

Lessate gli asparagi in poca acqua bollente salata per almeno 6 minuti. Scolate gli asparagi, tagliate le punte e tenetele da parte; riducete a tocchetti i gambi teneri e trasferiteli in una ciotola. Aggiungete il succo di mezzo limone, 40 gr di grana, 10 gr di pinoli, un pizzico di noce moscata, 5 cucchiai di olio e un pizzico di sale. Frullate tutto fino a quando avrete ottenuto una cremina liscia e omogenea. Io ho usato il magico e fantastico minipimer!
Cuocete le cortecce in abbondante acqua salata in ebollizione; se lo ritenete necesario, (io l'ho fatto) diluite il pesto di asparagi con un po' d'acqua di cottura. Scolate le cortecce e conditele con il pesto. Unite le punte messe da parte, cospargete con un po' di grana e i pinoli rimasti leggermente tostati e spolverizzate con un pizzico di noce moscata.
Facile, buona e bella!!!

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Buon Compleanno a me!!!

lunedì, maggio 29, 2006


Un anno è passato, la stessa ansia ritrovata, perchè? chi lo sa, sono trent...e...bips anni che mi sveglio con una faccia da schiaffi ogni 29 maggio, magari anche se fossi ai caraibi mi sveglierei così, no forse ai caraibi no...insomma oggi era tutto con me, anche la bilancia era dalla mia parte nonostante la scarsissima attenzione prestata nell'ultima settimana alle calorie ingerite...una nuvola nera minacciava la mia montagnella e poi anche lei è sparita, sono arrivati gli sms di qualche amichetto che si è ricordato, ma insomma perchè mai quest'ansia?Chi lo sa, non lo capirò mai, è che questi gemelli sono troppo, troppo lunatici..intanto la candida torta alle fragole di tante e fresche roselline decorata è lì, nel frigo...mi aspetta, sto per tagliarla, esprimere un desiderio...forse che continui ad accompagnare tanti altri 29 maggio!!!!
auguri a tutti i gemellini che sappiano, a differenza mia, godersi i loro compleanni!!!

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Arte e Vino

sabato, maggio 20, 2006


"Se la pietra conserva le tracce dell'uomo...se nelle sue venature si legge oltre alla storia naturale quella spirituale...specie quando si esaminano invece di sassi opere d'artefice...allora per carpirne i segreti servono uno scienziato e un esploratore dell'anima:un geologo per esempio e un artista."

A Eboli (sa) dal 23 al 25 maggio un evento: EtnoeburumFestival,nato nel 2001 e ripresentato quest'anno, per connettere ed interfacciare arte-cultura e territorio, privilegiando le forme espressive: musica, arti visive, danza e teatro.
Attraverso workshop interattivi, laboratori, interventi seminariali, musica, concerti, teatro, un tentativo di far conoscere ad un ampio pubblico, le tradizioni folkloriche-popolari e culturali delle diverse regioni italiane e delle culture e tradizioni differenti.

La punta di diamante dell'evento ebolitano? Nin Scolari, veneziano d'origine, protagonista dell'avanguardia teatrale europea, che nasce scienziato, geologo appunto, e che dopo una lunga riflessione giunge alla conclusione di aver trovato nella drammaturgia la forma espressiva più efficace.
Nel 1975 nasce a Padova Teatro continuo, teatro di ricerca che privilegia il laboratorio, un luogo protetto dove l'attore può conoscere e sviluppare la sua umanità più profonda per poter proporre il suo essere uomo e artista agli altri.
Uno scienziato che diventa attore, che diventa regista, ma con ogni probabilità le due figure sono intercambiabili come le due facce della stessa medaglia.
Il geologo ha influenzato le sue scelte da drammaturgo, affascinato dal mistero delle aree archeologiche, o per usare una sua espressione, degli ultimi angoli in cui "si rifugiano i Miti nell'attesa di tempi e uomini diversi"..

Il 25 maggio dalle 19.30 alle 21.30, nel Museo archeologico di San Francesco, Nin Scolari e il Teatro continuo di Padova e, a chiusura della serata.. una degustazione di vini. I vini e l'olio dei viticoltori De Conciliis, perchè arte e vino sono le forme espressive dell'uomo e della natura che più di tutte sono figlie del connubio perfetto!

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Fiore alla belga: Club Sale&Pepe forever

lunedì, maggio 15, 2006

Questo bel fiore di indivia belga era stato presentato in un mio precedente post, ma solo in fotografia. Non avevo provveduto a scrivere la ricetta, sebbene sia facile da preparare e gustosa. Presentato in un buffet, il fiore belga, fa invece la sua bella figura e dal momento che anche questo finger food arriva fresco fresco dalla rivista Sale&Pepe, mi sembrava giusto continuare e completare le mie pubblicazioni per il mese di maggio anche con quest'altro antipastino.
La ricetta risale al numero 04 di Aprile 1993, ebbene sì, io sono una vecchia, vecchissima abbonata ( fra un po' vi sforno delle ricettine anni '80 che sono super attuali!!!)

Ingredienti

2 cespi di insalata belga
350 gr di formaggio morbido da tavola (io ho usato la robiola)
2 cucchiai di panna
gin, prezzemolo. olio&sale
pepe rosa in grani


Private i cespi di insalata della base del torsolo, staccate accuratamente le foglie, lavatele e asciugatele tamponandole con carta assorbente una alla volta senza sciuparle.
Mettete in una ciotola il formaggio, aggiungete un cucchiaio abbondante di gin, la panna e lavorate a crema con un cucchiaio di legno diluendolo man mano con un filo di olio.
Insaporite il composto con sale e abbondante pepe rosa macinato al momento, infine aggiungete un piccolo ciuffetto di prezzemolo tritato.
Mettete il formaggio in frigo, coperto con pellicola trasparente e lasciatelo lì almeno per 20 minuti perchè si indurisca.
Trasferire quindi la crema di formaggio su un piatto di portata freddo, e infilatevi le foglie di insalata formando un grosso fiore.
Infine completate la preparazione con qualche grano di pepe rosa.
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Panierino di sfoglia con crema pasticcera, budino all'amaretto, mousse di mascarpone e salsa gianduia.



Liberamente ispirata ad una ricetta di Maila Prispoli del ristorante "Ciglieri" di Livorno, che avevo trovato su un supplemento "Le ricette delle feste" al mensile del gambero rosso del dicembre 2003, decisi, tempo fa, di misurarmi in questo dessert strepitoso!
Risultato? beh la foto parla da sè, se l'esecuzione della ricetta ha dato soddisfazioni notevoli al palato, lo ha fatto molto meno alla vista..
Esteticamente devo ammettere che non ci siamo proprio, ma il sapore, particolarmente delicato, nonostante il connubio di ingredienti, ha fatto la sua bella figura.

Ingredienti

Per i budini all'amaretto :
125 gr di panna liquida fresca ; 1 tuorlo d'uovo; 50 gr di zucchero ;2 cucchiai di latte;1 foglio di colla di pesce;1 cucchiaio di liquore all'amaretto

Per la mousse di mascarpone:250 gr
di mascarpone; 50 gr di zucchero;1 tuorlo d'uovo; 2 cucchiai di latte;

Per la crema Pasticcera: 2
tuorli d'uovo; 250 gr di latte; 50 gr di zucchero; 40 gr di farina; 1/2 baccello di vaniglia;

Per la salsa Gianduia: 100gr
di cioccolato di copertura al gianduia;
100gr
circa di latte;

Per i Panierini di sfoglia:300 gr
di pasta sfoglia; 50 gr di zucchero a velo; 30 gr di cacao in polvere; 1 banana.


Budini all'amarettoRaccogliere in una terrina il tuorlo con lo zucchero e montare con la frusta fino ad ottenere un composto gonfio e biancastro. Unire il liquore all'amaretto e mescolare. Far ammollare la colla di pesce in acqua fredda. Scaldare il latte e farvi sciogliere la colla di pesce ben strizzata e, continuando a mescolare con la frusta, versarlo sul composto di uova e lasciare riposare per 10 minuti. Montare la panna e amalgamarla delicatamente al composto raffreddato. Riempire sei stampini e far rassodare in frigo per almeno 5 ore.
Mousse di mascarponeMontare a spuma il tuorlo con lo zucchero. Amalgamarvi il latte e il mascarpone e far riposare in frigo per 30 minuti.
Crema PasticceraBollire il latte con la vaniglia. Montare i tuorli con lo zucchero continuando a mescolare, unirvi prima la farina setacciata e poi il latte versato a filo. Cuocere la crema a fuoco dolce per 15 minuti mescolando continuamente. Far raffreddare.
Panierini di sfoglia Stendere la pasta sfoglia a uno spessore di pochi millimetri e ritagliare sei dischi dando loro la forma concava di panierino. Spolverarli con lo zucchero a velo e infornarli a 180 gradi per circa 15 minuti. Toglierli dal forno e farli raffreddare. Poco prima di servirli, riempirli con la crema pasticcera e adagiarvi sopra una fettina sottile di banana. Spolverare con lo zucchero a velo e passare i panierini nel forno a 180 gradi per 5 minuti.
Salsa gianduia Raccogliere in una casseruola il cioccolato sminuzzato e il latte e far fondere a bagnomaria ottenendo una crema fluida.

Per la presentazione del piatto sistemare i panierini appena sfornati su un lato dei piatti. Sistemare i budini sull'altro, agli altri due lati un po' di mousse al mascarpone. Versarci su la salsa di gianduia e una spolverata di cacao e/o zucchero a velo. Posted by Picasa

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Plum cake salato con fave e pecorino: club sale&pepe forever



Eccomi qua con la prima ricetta che inaugura la mia adesione al club Sale&Pepe forever creato dalla simpatica cannella. Siccome il mio orto in questo momento è pieno di fave...le altre verdurine faticano a venir fuori e le fave, invece, si sono moltiplicate...ho deciso di seguire i tempi del mio strano orto e riprendere questa ricetta di Aprile 2004, facile facile che ho praticamente seguito alla lettera!


Ingredienti per otto persone:
180 gr
di farina
200 gr di fave fresche sgranate
100 gr di pecorino semistagionato
1 arancia
3 uova
2 cipollotti
1 bustina di lievito per torte salate
1.2 dl di latte
1 dl di olio e.v.o.
sale&pepe

Scottate le fave in acqua salata in ebollizione per pochi secondi, eliminate la pellicina che le ricopre e tritatele grossolanamente. Pulite i cipollotti, tagliateli a fettine sottili e fate stufare in una padella con 2 cucchiai di olio. Unite le fave tritate, una presa di sale, un mestolino d'acqua e cuocete a fiamma bassa per 10 minuti; togliete dal fuoco, insaporite con una macinata di pepe nero e lasciate raffreddare.
Grattugiate il pecorino. Sgusciate le uova in una terrina, unite la farina setacciata con il lievito, l'olio rimasto, il latte, il pecorino grattugiato, le fave con il loro sughetto, mezzo cucchiaino di scorza d'arancia grattugiata e un po' di sale; mescolate e versate tutto in uno stampo da plum cake della capacità di 1,2 litri, rivestito di carta da forno.
Cuocete il plum cake in forno preriscaldato a 180 gradi per circa 45 minuti.
Toglietelo dal forno e lasciatelo raffreddare, levatelo dallo stampo e servitelo a fette come antipasto. Posted by Picasa

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Piccole chicche gourmet!

mercoledì, maggio 10, 2006

Si sa che lo stracchino è un formaggio fresco e semistagionato, a pasta molle e cruda, di latte vaccino di due mungiture, che si produce in Lombardia e che ha la forma quadrata. La sua pasta è morbida e uniforme, quasi burrosa, il colore è paglierino tenue, il sapore è dolce con una vena amarognola e aromatica...ma allora perchè ho assaggiato, comprato e quindi mangiato, con tanta soddisfazione, questo formaggio qui, prodotto in un agriturismo nei pressi dell'Aquila, quindi in Abruzzo e me l'hanno "porto" dicendomi che era stracchino? Le mie domande alla gentil signora che mi porgeva il bianco formaggio, sono rimaste semistrozzate dal caos dei banchi sommersi da gente che chiedeva, assaggiava, elucubrava, comprava, per cui mi son detta...mah faranno lo stracchino anche in Abruzzo, mah sarà rotondo qui, tanto burroso e cremoso non mi sembrava, ma era buonissimo, dolce e con la vena amarognola di cui sopra...La prossima volta all'Aquila ci andrò di persona e mi informerò meglio.
Continuando a girovagare nell'area che la mostra del fiore aveva dedicato alla gastronomia, mi sono imbattuta in creme di pecorino, creme di ventricina, salame di norcia, prosciutti, cojoni di mulo, ventricina ancora, tartufi, salse di tartufi, pecorini al tartufo e pecorini in tutte le salse e stagionature, oli extra vergine d'oliva, montepulciani d'abruzzo e neri di troia, fino ad arrivare ad un banchetto che portava a caratteri cubitali il nome ALTAMURA.. Ohoho.. il mitico pane di altamura!!! Nella sua forma più tradizionale in una pezzatura di notevoli, ma che dico, notevolissime dimensioni, stava ben esposto sul banco di vendita alla mercè di sguardi libidinosi. Ovviamente ne abbiamo preso un bel po', anche perchè il pane di Altamura ha una durevolezza tale da garantire il suo consumo anche per alcuni giorni dopo la sua cottura grazie al lievito naturale ricco di fermenti attivi. E' un pane tipico pugliese che affonda le sue radici nella cultura contadina delle popolazioni alto murgiane e ancora oggi mantiene un metodo di lavorazione artigianale che prevede l'uso di lievito madre, pasta acida, sale marino e acqua, con lievitazione naturale e cottura in forno a legna...Ma non è finita qua, sempre nello stesso stand c'era il famoso aglio in salamoia. Un normalissimo aglio, selezionato certamente, perchè è bello polposo, sano e grande, che viene pelato, lavato, scottato, raffreddato e messo in salamoia. Si mangia così, come antipasto, passato magari sotto un po' d'acqua corrente per eliminare il sale in eccesso della salamoia e condito con una goccia d'olio, o potrebbe essere conservato in barattoli ermeticamente chiusi con olio d'oliva e peperoncino o altre spezie, ma io l'ho mangiato così, senza nemmeno sciacquarlo ed è molto saporito, altamente digeribile, delicato anche in bocca e...soprattutto...non lascia tracce!!!
A casa alla fine siamo tornati con una bella scorta di aglio, stracchino, pane di altamura, olive e fiori di capperi, che abbiamo deciso di accompagnare ad un gradevole Biferno Rosso Malecoste, un molisano doc, che aspettavamo di aprire da un bel po' , e quale migliore occasione per assaporare questo interssante blend di uve montepulciano, trebbiano toscano e aglianico. Vellutato in bocca, dal sentore di more e amarena e con un retrogusto di liquirizia...insomma una goduria!!!
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Una fiera del fiore un po' particolare

martedì, maggio 09, 2006





recentemente, per l'esattezza il 28 aprile scorso, sono partita da pescara per andare a Francavilla a mare (PE) per, pensavo io, vedere una mostra di fiori... non immaginavo minimamente cosa invece avrei trovato!
Mi aspettavo un enorme vivaio, stile fiera campionaria, dove al posto di poltrone, camini e motori per trattori avrei trovato tanti fiori, invece,al posto di tutto questo, un museo, enorme, e devo dire anche molto bello, dove erano magistralmente sistemate ad arte delle composizioni floreali. Quello a cui ho assistito, infatti, era la Trentesima edizione della Mostra del fiore organizzata dall'Associazione regionale del florovivaismo abruzzese.Tra le varie cose, appunto, si teneva il 6° concorso internazionale di arte floreale "Fiori ed Emozioni" a cura di European Athenaeum of floral art.Non mi è rimasto altro che sgranare gli occhi, immortalare il più possibile l'immortalabile, e cercare di immaginare giapponesi( sì c'erano anche dei concorrenti nipponici), islandesi, svedesi, russi e italiani mentre componevano queste meraviglie...
ovviamente l'evento non si esauriva al museo e all'esterno di questo palazzo immenso c'era il "famoso vivaio che mi aspettavo", ma,con mia somma felicità, non solo di vegetali, bensì anche di prelibatezze gastronomiche. E siccome l'Abruzzo è così vicino alla Puglia, oltre alle squisitezze abruzzesi (per la maggior parte aquilane) presenti, c'erano delle chicche pugliesi che hanno fatto ovviamente subito i capricci con i "piragnini" formatisi nel mio stomaco causa ultima dieta digiuno.
Ho naturalmente detto alla mia dieta di farsi una passeggiata su per i colli e mi sono buttata anima e core negli assaggini vari...
presto quello che ho assaggiato!

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La macugnaga

sabato, maggio 06, 2006


Avete fretta, ma volete mangiare un gustoso piatto di pasta?
Avete molto da fare e non potete preoccuparvi di girare e rigirare, controllare e assaggiare,ma avete sempre voglia di un gustoso piatto di pasta?
C'è della pancetta che avanza nel frigorifero e non sapete che farci?
Avete voglia di mangiare patate, ma non alla solita maniera?
Avete fame?
Non state combattendo con i chili di troppo?
Improvvisamente qualcuno bussa al campanello, o il vostro "coabitante,coinquilino, compagno/a, figlio/a o chennesoio" vi porta a casa quattro persone mentre voi già pregustavate il dopopranzo sul divanetto a vedere mariadefilippi???

Insomma, questa è una ricettina semplice, d'ispirazione piemontese, "penne alla macugnanese", facile, per niente impegnativa, buona, di più, saporita assai, che si può fare anche con poco tempo a disposizione.


Ingredienti

penne lisce
5 patate
150 gr di formaggio Nostrale ossolano o Bettelmatt d'Alpe, MA, visto che io sono una campana doc,
150gr di scamorza affumicata di bufala vanno benissimo
1 cipollotto
100 gr di pancetta
sale&pepe

Sbucciate le patate e tagliatele a cubetti. Tritate finemente il cipollotto. Unite patate e cipolla in una pentola capiente colma d'acqua. Salare a piacere. Portate ad ebollizione. Versare nella stessa pentola, cioè con le patate e le cipolle, la quantità di penne a vostro piacere e aspettate la loro cottura. Tagliare il formaggio a dadini.Tagliare la pancetta a listarelle sottili e farla rosolare in olio d'oliva. Una volta cotte le penne buttare tutto (penne, patate e cipolle) nel tegame dove avete fatto rosolare la pancetta. Girare. Aggiungere il formaggio tagliato a dadini e amalgamare il tutto fino a scioglimento del formaggio. Aggiungere il pepe e se gradite anche del grana grattugiato e servite caldo.
Buon appetito!

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